martedì 17 giugno 2008

La tolleranza zero non resti fuori dalle fabbriche

Il mese scorso, alcuni senatori del PD, hanno presentato una interrogazione per chiedere al nuovo governo come intende garantire la sicurezza sul lavoro e quali misure vuole adottare per potenziare le ispezioni contro il lavoro irregolare.

Il rapporto Inail ci dice che in Italia, nel 2007, sono morte 1.260 persone sul lavoro. Gli infortuni gravi sono stati 913.500 e la regione che registra il maggior numero di 'morti bianche' è la Lombardia, seguita da Veneto, Campania e Lazio. L'Italia inoltre registra un triste primato europeo poiché la diminuzione delle morti sul lavoro è stata solo del 25,4 per cento, rispetto al meno 48,3 della Germania o al 33,6 della Spagna. Lo Stato per sostenere e riabilitare le persone che
subiscono infortuni gravi sul lavoro spende 45,5 miliardi di euro, il 3,21 per cento del Pil. In Lombardia, ad esempio, uno dei quattro 'motori' europei del
settore industriale, nel solo mese di aprile si sono registrate cinque 'morti bianche'.


Il governo Prodi e la sua maggioranza molto hanno fatto per rispondere alla drammaticità del fenomeno attraverso misure quali l'istituzione del
Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro, l'approvazione del Testo unico e del decreto attuativo delle norme
sulla sicurezza del lavoro. Con la Finanziaria si è autorizzata la spesa per incrementare gli ispettori del lavoro e il ministro Damiano ha più volte ribadito la necessità e l'intenzione del governo di aumentare le
ispezioni sul lavoro puntando nel 2008 a passare da 70.000 a 250.000 controlli nelle aziende.

Nonostante questi sforzi, spiegano i parlamentari del Pd, i tristi fatti di cronaca dimostrano la mancanza della cultura della sicurezza sul lavoro, della formazione, dell'informazione e della certezza della pena e quanto questi siano necessari.

Dopo l’ennesimo, tragico incidente che ha spezzato la vita di sei persone a Mineo in Sicilia, anche il segretario del Pd, Walter Veltroni ha sottolineato che gli strumenti legislativi per evitare questa infinita strage quotidiana sono stati già messi in campo dal governo Prodi e che ora i tratta di applicarli in maniera rigorosa, aumentando i controlli e utilizzando la necessaria severità con chi viola le regole. Il Pd, ha aggiunto Veltroni, non si stancherà mai di far sentire la propria voce per difendere e promuovere in ogni modo il
diritto primario di tutti i cittadini alla sicurezza sul lavoro”.

Nell’intervento che ha tenuto lo scorso 7 giugno al convegno dei giovani industriali di Santa Margherita, il neo ministro del Welfare del governo Berlusconi, Maurizio Sacconi, ha però dichiarato :”Metteremo mano attraverso un intenso dialogo sociale al testo unico sulla sicurezza sul lavoro perché tale sicurezza non può essere sostenuta da odiosi incrementi di adempimenti formali e da sanzioni spropositate.

A queste dichiarazioni ha risposto Antonio Boccuzzi, ex operaio e unico sopravissuto al rogo della Thyssen ed oggi deputato del Pd, in una intervista su Repubblica dell’8 giugno. Boccuzzi afferma che l’attuale testo sulla sicurezza, approvato dal governo Prodi, è equlibrato e non punitivo nei confronti delle aziende e che dunque sarebbe più giusto, come sottolineato dallo stesso Veltroni, applicare la legge che c’è e verificare in un secondo tempo se ci sono delle lacune da colmare o dei difetti da superare.

Alle accuse del ministro che dice che il centrosinistra ha previsto un aumento spropositato delle sanzioni per le imprese e che pare voglia mettere in atto una forte deregolamentazione del mercato del lavoro, Boccuzzi risponde che la tutela della salute è un bene primario da difendere e che di fronte alle proposte di Sacconi dovrebbe esserci una forte protesta anche da parte del sindacato e dei lavoratori.

Infine, il neo parlamentare del PD, ritiene inaccettabile la sproporzione tra i toni usati quando si parla di sicurezza dei cittadini nei quartieri delle grandi città e quando invece si parla di sicurezza, per gli stessi cittadini, sui luoghi di lavoro. La tolleranza zero sulla sicurezza non si può fermare ai cancelli delle aziende. Quando ci sono le tragedie tutti si dicono scandalizzati; quando invece passa un po’ di tempo allora si scopre che la sicurezza costa e che bisogna ridurre le sanzioni.
Il partito democratico non accetterà in parlamento arretramenti nella tutela della salute sui luoghi di lavoro.

S.G.

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