martedì 3 giugno 2008

Cesare Damiano incontra i giovani del Pd


“Ho avuto la fortuna di scegliere il lavoro, sempre, e di farlo con entusiasmo”, con queste parole l’ex Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, si è raccontato a noi, giovani del partito, durante un incontro a porte chiuse tenutosi presso la sede novarese del PD lo scorso sabato 24 maggio.
Secondo Damiano, il principio comune alla base di lavoro e politica è la passione, che deve essere elemento costante in ciò che si fa e in cui si crede. L’Onorevole si è complimentato con noi presenti per l’interesse dimostrato nei riguardi della politica, ribadendo la convinzione che la stessa debba avere un carattere pedagogico, specialmente per i giovani, affinché gli ideali del partito rispecchino gli interessi di tutti e non di pochi e si riflettano nel governo del paese.


Per Damiano, il partito deve essere ben radicato sul territorio affinché sostenga le esigenze locali. Ci ha invitato a proseguire nel nostro cammino e a promuovere il nostro pensiero ad altri giovani, affinché apportino a loro volta nuove idee.
Nel corso dell’incontro, ci è stato dato modo di rivolgere all’ex Ministro una serie di domande sul lavoro, sulla precarietà.
“E’ indubbio che la precarietà del lavoro porta alla precarietà della vita, ne consegue che non ci sia la possibilità di fare progetti a lungo termine”.
Damiano ha affrontato la questione evidenziando le diversità sul fronte occupazionale rispetto agli anni ’60, anni nei quali era entrato nel mercato del lavoro, il pessimismo diffuso tra la popolazione e il clima di incertezza nei riguardi dell’economia, la crescita costante dell’inflazione e l’aumento della criminalità.
“Sicuramente, la soluzione del problema non è semplice”. Ma l’Onorevole ha sottolineato l’importanza della formazione continua, poiché necessaria e indispensabile per uscire dall’indistinto, per accrescere e vendere la propria professionalità.
Naturalmente anche la classe politica deve far qualcosa: in primis, detassando le retribuzioni, poiché detassare gli straordinari non basta a produrre una spinta ai consumi per tutti i cittadini; in secundis, offrendo agevolazioni alle aziende perché assumano lavoratori con contratti a tempo indeterminato.

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