venerdì 9 gennaio 2009

“Rottamiamo il petrolio” - Le proposte del PD per uscire dalla crisi puntando sul clima

“Rottamare il petrolio”, accelerare la transizione verso un sistema energetico non più fondato sulla dipendenza prevalente dai combustili fossili, accettare la sfida del 20-20-20 (20% di riduzione delle emissioni di CO2, 20% di risparmio energetico, 20%
di produzione di energia da fonti rinnovabili) e trasformarla
in un’opportunità di crescita e di sviluppo per tutto il Paese.

Il PD respinge le ansie ingiustificate del Governo, preoccupato solo
di sfuggire agli impegni di Kyoto e ad isolare l’Italia dal resto d’Europa, e propone un piano d’azione in cinque mosse. Cinque passi che, come per la rivoluzione verde già annunciata da Barack Obama, (con i 150 miliardi di dollari per creare milioni di posti di lavoro nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica), disegnano, per voce dei due ministri ombra, dell’Ambiente Ermete Realacci e dello Sviluppo economico Matteo Colaninno, una nuova strategia per uscire dalla recessione.
Ed ecco le cinque misure proposte dal partito guidato da Walter Veltroni primo firmatario, insieme ad altri 31 deputati, di un disegno di legge che le contiene.
Primo: riqualificazione energetica degli edifici.
Detrazioni fino a 100.000 euro per le spese di riqualificazione energetica degli edifici e fino a 60.000 euro per interventi per pavimenti, finestre e infissi. E con il contributo del 55% dei costi extra sostenuti per la realizzazione di nuovi edifici
con consumi inferiori del 30% rispetto ai limiti di legge.
Secondo: maggiore efficienza.
Elettrodomestici e illuminazione più efficienti attraverso ecoincentivi per l’acquisto di frigoriferi e “Rottamiamo il petrolio” Le proposte del PD per uscire dalla crisi puntando sul clima congelatori a basso consumo e prevedendo l’ampliamento a lavatrici e lavastoviglie ad alta efficienza energetica delle tipologie di elettrodomestici che possono usufruire delle detrazioni. E attraverso la deduzione del 36% dal reddito d’impresa
dei costi per la sostituzione dell’illuminazione tradizionale con
altra ad alta efficienza energetica.
Terzo: fonti rinnovabili.
Il PD punta ad incrementare le fonti rinnovabili rendendo “permanente il meccanismo di incentivazione
fiscale, tramite detrazione, a favore degli investimenti sostenuti dai privati cittadini per l’istallazione di pannelli solari termici, e superando l’attuale incertezza determinata dalla presenza o meno di dette misure nelle manovre finanziarie di fine anno”. Inoltre, il PD propone “incentivi per le spese sostenute da
Enti pubblici al fine di sostituire gli impianti e le apparecchiature per il riscaldamento degli edifici che utilizzano
combustibili fossili, con impianti e apparecchiature ad energia
solare”. Ed infine una “legislazione più semplice in materia: testo unico di tutte le disposizioni dedicate al risparmio energetico e alla diffusione delle fonti rinnovabili, anche al fine di rendere più omogenee e semplici le procedure amministrative dedicate a tale comparto”.
Quarto: trasporto pubblico.
Incentivare il trasporto pubblico è un altro punto fondamentale della proposta di legge presentata. Per favorirlo,il PD prevede, ad esempio, che i datori di lavori possano fornire ai loro dipendenti i ‘ticket-transport’, in sostanza buoni-trasporto, esclusivamente per il tragitto casalavoro,su mezzi collettivi e mezzi pubblici. Ma anche introducendo incentivi per l’acquisto di autobus pubblici a metano e promuovendo il trasporto collettivo su ferro nel trasporto
locale e urbano (300 milioni di euro all’anno per cinque anni),
con l’avvio del piano de “1000 treni pendolari” (300 milioni di euro
all’anno per cinque anni).
Quinto: più riciclo, meno CO2.
Il Pd propone in particolare di “incentivare il riciclo dei rifiuti e l’industria ad esso collegata. Se questa avesse un incremento del 15% per il 2020 rispetto ai livelli attuali - calcola Realacci - per quella data si potrebbe diminuire del 18% l’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni di CO2 e far scendere i consumi energetici di 5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, pari al 32% dell’obiettivo nazionale di efficienza energetica al 2020”.
Tutte le misure illustrate dal Partito democratico si fondano su un
assunto di fondo scandito dal ministro ombra dell’Ambiente: “l’esigenza di rottamare il petrolio non nasce solo da grandi problemi. E’ anche una straordinaria occasione
di sviluppo e di progresso. Lo e’ in generale e lo e’ a maggior ragione per l’Italia. Proprio partendo dagli obiettivi e dai vincoli in materia di politiche energetiche e climatiche,
anche il nostro Paese può trovare nuovo slancio economico, industriale,tecnologico”.


Elisabetta Rampi e Franca Biondelli

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