La diminuzione del prezzo del petrolio sembra che si sia assestata a valori attorno a 113-115 $ barile quanto cioè al mese di aprile di quest’anno. Ora non ci si deve più domandare se si tratti di utilizzo della doppia velocità per speculazione: questo oramai è un dato acquisito e certo. Sui 9 cent di sovrapprezzo visto le attuali quotazioni e gli attuali prezzi alla pompa la filiera petrolifera guadagna 7.5 cent pari a (solo per la benzina) 105 milioni di euro al mese, ma inoltre lo stato incamera in più per il fisco 1.5 cent ( sempre solo per la benzina) pari a 21 milioni di euro al mese. Forse così si comprende che nessuna istituzione non si indigni più e che nessuno parli più di Robin Tax ovviamente pagata dai consumatori.
www.federconsumatori.it
comunicato stampa del 19/08/2008
mercoledì 20 agosto 2008
BENZINA: LE SPECULAZIONI PER IL SOVRAPPREZZO NON INDIGNANO PIU'
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lunedì 18 agosto 2008
Un milione di firme
“Salva l'Italia” è l'appello che lancia la manifestazione del 25 ottobre a Piazza San Giovanni a Roma e mette insieme i temi della libertà con quelli sociali. Da una parte la critica al governo per il lodo Alfano e gli altri provvedimenti che rischiano di comprimere il ruolo democratico del Parlamento e di introdurre elementi illiberali (il reato di clandestinità, le impronte digitali ai bambini rom, una legge sulle intercettazioni che limita e danneggia la capacità di combattere il crimine),dall'altra la protesta contro un esecutivo che non aiuta le famiglie, che non sostiene stipendi e pensioni, che aumenta le tasse dopo aver detto di volerle tagliare.
Nella campagna di raccolta delle firme un ruolo importante lo ha anche il pullman che sta girando il Paese e che subito dopo ferragosto riprenderà, dal Lazio, il suo itinerario per piccoli e grandi centri.
Tra i tantissimi che hanno firmato in questi ultimi giorni anche esponenti importanti del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra questi attori e musicisti come Gigi Proietti, Massimo Ghini, Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco e Maddalena Crippa, Rocco Papaleo, Enzo Avitabile e intellettuali come Salvatore Berlingò (rettore dell'Università per stranieri di Reggio Calabria), Massimo Giovannini (rettore dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria), Paolo De Nardis (sociologo).
www.partitodemocratico.it
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giovedì 14 agosto 2008
PARI OPPORTUNITA’ E GNOCCHE SENZA TESTA
Negli ultimi tempi è molto “politicaly correct” per ogni ente, associazione o gruppo schierare nelle proprie fila almeno un volto femminile.
Anche nella politica il Governo Berlusconi non poteva certo essere da meno, tanto più dopo l’esempio dato da Zapatero.
Ecco dunque che anche in Italia l’elettorato femminile del Popolo delle Libertà può trovare la propria eroina nella showgirl Maria Rosaria Carfagna in arte Mara, neoministra delle Pari Opportunità.
Proprio lei che aveva già avuto il proprio spazio di notorietà tra le donne di Forza Italia, quando durante uno dei tanti eventi televisivi che allietano il Belpaese era stata oggetto delle attenzioni del Cavaliere, il quale manifestava il desiderio di convolare subito a nozze con la medesima, desiderio frenato solo dalla presenza dell’attuale sig.ra Berlusconi. E come non rammentare che in tale occasione quest’ultima aveva subito manifestato il proprio disappunto per le pubbliche affermazioni del marito in una lettera aperta su “Repubblica”.
Ora, ragionando per ipotesi e prendendo a prestito istituti giuridici pur esistenti in vicine terre al di là del mare che ammettono la bigamia, se al Cavaliere venisse data la possibilità di sposare anche la sig.na Carfagna, sarebbe certo un bel gesto nei confronti di quest’ultima a cui verrebbe risparmiato il compito di trovarsi un buon partito tra i rampolli di ricche famiglie, compito ingrato ma necessario per assicurarsi un futuro roseo lontano da ristrettezze economiche, come lo stesso Cavaliere non dimentica mai di suggerire a tutte le belle figliuole da marito che incontra in tv.
Sin dall’insediamento la neo ministra alle pari opportunità ha chiarito l’impegno suo e del Governo nella promozione di “politiche che permettano alle donne lavoratrici di far figli e seguire la famiglia” e noi ci permettiamo di interpretarne il pensiero aggiungendo -stante il fatto che la procreazione è l’unico e solo motivo che giustifica non solo le unioni coniugali ma l’altrimenti inutile esistenza della donna a questo mondo-.
Ci si chiede quale sia l’eredità lasciata alla Carfagna da parte della precedente ministra Stefania Prestigiacomo, lei che aveva generato le risa e lo sdegno dei colleghi di maggioranza per essersi battuta sino alle lacrime in nome delle quote rosa (come non rammentare la drammatica seduta del Consiglio dei Ministri in cui cedeva al pianto) e che oggi non per nulla si occupa di Turismo.
Ebbene la neoministra non ama le quote rosa, che a sua detta sarebbero inutili e nocive alle donne, le quali finirebbero per essere privilegiate, disavvezze alla politica e prive di esperienze e capacità che possono acquistarsi solo con la gavetta. E a tal proposito molto modestamente cita se stessa quale mirabile esempio di donna che nel panorama politico si è fatta da sé, che ha dovuto lottare per affermarsi partendo dal basso, dall’organizzazione di base del partito, lei che per ben due anni è stata coordinatrice delle donne di Forza Italia in Campania…Altro che quote rosa!!!
E ora che non si cerchi di strappare dalla penna di chi scrive insulsi riferimenti ad immagini senza veli dell’Onorevole Ministra ritratta su riviste, calendari o quant’altro, immagini che non hanno alcuna attinenza con le reali capacità mostrate dalla donna politica militante venuta dalla base.
Ci si domanda come la pensino in proposito i suoi colleghi Signori Ministri del Governo Berlusconi. Di certo loro saranno lusingati di avere accanto a sé le donne brave, belle e capaci dell’unico harem che ad oggi il Cavaliere possa permettersi. A questo proposito sorge spontaneamente un ricordo, che sebbene si tenti di scacciare sorge: la voce fuori campo dell’allora nonancoraOnorevole Brunetta, che negli studi di “Anno Zero” commenta le parole della giornalista Rula Jebreal “..è una gnocca senza testa quella ragazza lì..”.
Ora, non sembra di far male se si prendono tali parole a simbolo ed emblema dei sentimenti di rispetto ed ammirazione che l’elettorato maschile attivo e passivo del PDL prova nei confronti delle donne lavoratrici e delle pari opportunità.
R.L.
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mercoledì 6 agosto 2008
UNA MANOVRA SENZA SPERANZA
Il Parlamento approva la manovra economica depressiva del Governo, che prevede un ulteriore incremento della pressione fiscale, mentre ci sarebbe bisogno di ridurre le tasse sul lavoro per allontanare lo spettro di una recessione. L'unica novità di rilievo introdotta dal Parlamento è la misura sui precari che applica al mercato del lavoro il metodo seguito dal Presidente del Consiglio nell'affrontare i suoi problemi con la giustizia: si interviene sui processi in corso. Una manovra insomma che non da speranza. Mentre non si perde occasione per predicare la paura.
LA CRISI E LTALIA
Sono tempi difficili. L'inflazione non accenna a diminuire. L’economia più forte del mondo, quella degli Stati Uniti, è stata colpita da tre shock simultanei – il nuovo shock petrolifero, il crollo della Borsa e lo scoppio della bolla immobiliare – e una recessione oltreoceano appare a questo punto inevitabile. Sarà così stagflazione 30 anni dopo. L'Europa si trova in una posizione leggermente migliore degli Stati Uniti perché l'apprezzamento dell'Euro rispetto alla divisa statunitense (grazie Euro!) mitiga gli effetti del caro petrolio. Tuttavia l'Italia è molto più vulnerabile degli altri paesi del Vecchio Continente perché proviene da 15 anni di stagnazione in cui il reddito pro-capite è sceso sotto non solo la media dell’Unione europea a 15, ma anche dell’UE19, che include Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. I salari reali degli italiani in questo periodo sono rimasti piatti come le lande dei Paesi Bassi e sono ora del 30-40 per cento inferiori a quelli pagati in Francia e Germania. E il nostro paese continua a non avere un paracadute, una rete di protezione sociale di base che tuteli chi perde il posto di lavoro e cade in condizioni di povertà estrema.
COSA DOVREBBE FARE IL GOVERNO
In queste condizioni il compito primario di chi ha in mano le leve della politica economica dovrebbe essere quello di attivare tutti gli strumenti a sua disposizione utili per evitare una recessione. Date le dimensioni del nostro debito pubblico, non c'è molto spazio per politiche fiscali anticicliche. Tuttavia, grazie all’opera di contrasto all’evasione condotta nella passata legislatura, le entrate fiscali sono molto cresciute negli ultimi tre anni. Inoltre, la forte inflazione fa arrivare all’erario i proventi di una tassa, il cosiddetto fiscal drag, che i cittadini pagano quando il loro reddito reale non cambia, ma addirittura diminuisce, mentre il loro reddito nominale, gonfiato dall’inflazione, fa scattare una aliquota più alta. Con un'inflazione al 4 per cento, questa tassa da inflazione potrebbe ammontare a non meno di 4 miliardi di Euro.
La cosa più giusta da fare in questo momento sarebbe quella di utilizzare tutti questi proventi straordinari per abbassare la pressione fiscale sul lavoro. Questo avrebbe effetti espansivi sia sulla domanda – che è addirittura diminuita in termini reali nell’ultimo anno – che sull’offerta. Infatti i salari netti aumenterebbero e parte della riduzione delle tasse porterebbe a una riduzione del costo del lavoro man mano che i contratti vengono rinnovati (il che favorirebbe anche una conclusione più rapida delle molte vertenze in corso), favorendo così l'assorbimento del nostro immenso bacino di persone in età lavorativa che non hanno un impiego. Un modo per fare tutto questo senza complicare ulteriormente la nostra struttura fiscale consiste nell'aumentare le detrazioni fiscali per chi lavora, il che è legittimato anche dall'aumento dei costi per la produzione di reddito (dato il caro trasporti).
COSA FA INVECE
Ma invece di fare tutto questo, il Parlamento ha appena approvato una manovra triennale che non concede alcuno spazio a riduzioni della pressione fiscale. Come previsto dal DPEF (Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2009-2013) la pressione fiscale addirittura aumenterà dal 43 al 43.2 per cento. Oltre a tradire gli elettori – cui era stata promessa una riduzione della pressione fiscale al di sotto della soglia del 40 per cento – questo scenario di politica economica sembra non concederci alcuna speranza di evitare una recessione. Il passaggio parlamentare ha peraltro solo peggiorato i piani iniziali dell'esecutivo, addirittura aggiungendo una norma, quella sui precari, che adotta al mercato del lavoro il metodo seguito dal nostro Primo Ministro nel risolvere i suoi problemi personali con la giustizia: si interviene sui processi in corso.
Invece di rassicurare gli italiani che hanno cominciato a risparmiare anche sui consumi di pane e pasta, il nostro Ministro dell'Economia sembra non voler perdere occasione per lanciare messaggi allarmistici alla televisione e sui giornali. Secondo Giulio Tremonti, siamo alla vigilia di una nuova Grande Depressione come quella del 1929. Singolare che ci sia solo questo messaggio di paura. Manca nei messaggi e, soprattutto, nelle scelte dell'esecutivo la speranza. Così la recessione rischia di diventare una profezia che si autoalimenta. Ma non diamone la colpa alla Cina. Le responsabilità sarebbero molto più vicine a noi.
Tito Boeri
wwww.lavoce.info
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Paola Turchelli ai militanti del Pd
Carissime e carissimi,
vi raggiungo per questo breve saluto mentre forse molti di voi si stanno preparando a vivere un periodo di riposo e di vacanza. Anche le strutture operative del Partito, come forse saprete, rallentano la propria attività e la stessa sede sarà chiusa per qualche giorno intorno al Ferragosto.
Un periodo di riposo che deve servire a tutti noi per “ricaricare le batterie”: ci spetta infatti una ripresa intensa e difficile. Il Paese vive un momento molto problematico sia dal punto di vista economico che sociale, ed anche le nostre comunità di provincia risentono di una crisi che per molte famiglie ha assunto i connotati del dramma. Il quadro politico a tutti i livelli è in fermento, e, nel 2009 tutto subirà una ulteriore accelerazione per le nuove scadenze elettorali.
Scadenze che per noi sono molto importanti, perché come sapete, accanto alle elezioni europee, andranno a scadenza l’amministrazione provinciale e quasi tutte le amministrazioni comunali del territorio.
Il partito deve prepararsi al meglio per affrontare questi impegni con l’obiettivo di un successo. Per questo deve essere completata la strutturazione dell’architettura del PD, a cominciare dalla formalizzazione delle adesioni attraverso il tesseramento che è pronto a partire, oltre che con un ulteriore radicamento territoriale tramite l’avvio di nuovi circoli territoriali.
Abbiamo bisogno di migliorare la nostra organizzazione e di dare corpo ad una linea politica forte, anche sul terreno complesso del rapporto con le alte forze politiche con cui in questi anni abbiamo governato.
La ripresa del dopo vacanze, quindi, sarà molto impegnativa. Vi segnalo a proposito già due appuntamenti che segneranno l’avvio della nostra attività. Il 1 settembre alle 21 si riunirà a Novara presso la sede del partito in via Tornielli la segreteria provinciale, con all’ordine del giorno soprattutto il tema dell’avvio del tesseramento. Il 13 settembre invece, a Orta San Giulio, si riunirà la direzione regionale del partito. Una scelta non casuale, ma che al contrario marca una attenzione speciale per un territorio difficile come il nostro.
Auguro quindi a tutti un sereno periodo di riposo, e aspetto tutti a settembre per far ripartire il nostro lavoro con rinnovati energia ed entusiasmo.
Buone vacanze
Paola Turchelli
Coordinatrice provinciale
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lunedì 4 agosto 2008
Iva giu'? Calano i consumi, esplode l'evasione
"Calano i consumi ed esplode l'evasione fiscale: questo è il significato delle cifre annunciate da Berlusconi a proposito del gettito Iva". Lo afferma Pierluigi Bersani, ministro per l'Economia nel governo ombra del Pd. "Il calo dei consumi c'é, ma il 7% in meno di Iva, tenuto conto dell'inflazione al 4%, significherebbe oltre il 10% in meno di consumi, un dato assolutamente irrealistico. Si tratta dunque di evasione.
Come avevamo previsto tira un'aria nuova quanto a fedeltà fiscale. I segnali inequivocabili che il governo ha dato con l'allentamento delle misure anti evasione cominciano a dare i loro frutti avvelenati. La situazione sta diventando allarmante e il governo non può limitarsi a fare il commentatore televisivo o l'osservatore". "Fino al 13 aprile il governo era responsabile di tutto, adesso il governo se ne lava le mani. Non si può pensare di predisporre la Finanziaria senza un aggiornamento del Dpef. I dati positivi sul fabbisogno e quelli negativi su consumi, inflazione e fedeltà fiscale - conclude Bersani - pretendono una correzione del recente quadro contenuto nel Dpef. Chiediamo che il governo faccia fronte alle sue responsabilità e che si discuta e, si discuta davvero, in Parlamento prima di ogni nuova decisione sulla Finanziaria".
DA GOVERNO SOLO BEFFE E DEMAGOGIA
L'espressione 'tagli ai ministeri' é molto bella, ma nasconde cifre pesantissime per lo stato sociale. Significa 9 miliardi sottratti a scuola, sanità, sicurezza e servizi locali". Il ministro dell'Economia del governo ombra Pier Luigi Bersani, in un'intervista all'Unità, boccia senza appello le iniziative economiche del governo, dalla manovra che sta per ricevere il via libero definitivo dal Parlamento alla finanzairia 2009 in via di preparazione; e accusa il governo di trascinare il Paese verso "il baratro della crisi sociale". "La cura Tremonti - avverte Bersani - avrà un costo sociale altissimo", ma l'opinione pubblica per il momento non se ne rende conto 'narcotizzata' com'é da "potenti armi di distrazione di massa" ("per esempio montando sui giornali il pericolo zingari e poi tagliando 3 miliardi alla sicurezza"). "A ottobre però - assicura il ministro ombra - se ne accorgeranno tutti quanti quando mancheranno servizi sanitari, scolastici e quelli garantiti dagli enti locali". Bersani, che difende l'operato del governo Prodi ("abbiamo consegnato un bilancio nei binari"), chiede poi a Tremonti di svelare una volta per tutte il mistero dei 19 miliardi che risultano di differenza tra i dati e l'obiettivo indicato ("dove vanno a finire questi soldi non è dato saperlo"). E definisce "una beffa" l'annuncio del governo di aver fatto pagare i forti, cioé petrolieri e banche. "Questa manovra, infatti - denuncia Bersani - rappresenta il più grande compromesso tra governo e settori protetti. Banche, assicurazioni e petrolieri in cambio di qualche soldo hanno ricevuti parecchi vantaggi". E intanto "hanno cancellato la class action". Il Sud, poi, "é costretto a pagare un costo altissimo". Ma anche "il Nord - conclude - non starà zitto". Il Pd, comunque, dirà la sua nella Conferenza economica del 6 ottobre e sulle linee di attacco alla politica finanziaria del governo "c'é grande convergenza anche con Idv e Udc".
03/08/2008
www.ansa.it
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venerdì 1 agosto 2008
L’impegno del Partito Democratico novarese per il contenimento dei costi di smaltimento rifiuti
La situazione nel novarese della raccolta e dello smaltimento dei
rifiuti lo scorso anno pareva avviarsi ad una situazione per cui,
considerata chiusa la discarica di Barengo, vi era solo l’impianto di Ghemme autorizzato a ricevere il rifi uto indifferenziato, e questo sino all’agosto 2008.
Per questo l’ATO novarese (l’associazione d’ambito territoriale
che, presieduta da un membro della giunta del Comune di Novara,ha i compiti direttivi sulla gestione dei rifiuti) aveva predisposto un bando di concorso che avrebbe comportato aumenti della tassa rifiuti dell’ordine del 25%, con in più il rischio di veder trasportare i rifiuti fuori Regione od addirittura all’estero, provocando anche inquinamento da trasporto su gomma dei rifiuti medesimi. Rispetto a questa ipotesi si sono dichiarati contrari molti sindaci (la cui assemblea per il basso novarese è presieduta dal sindaco di Oleggio). Grazie all’impegno di questi amministratori, di cui molti sono esponenti del Partito Democratico,
ed all’appoggio della Provincia si è evitato che pesanti aumenti della tassa rifiuti siano andati a gravare sui cittadini, ed è stata ottenuta l’autorizzazione della prosecuzione dello smaltimento presso la discarica di Barengo a costi contenuti, e per
alcuni anni sarà possibile contenere gli aumenti della tassa rifiuti, e questo per TUTTI gli utenti nella Provincia di Novara.
In questo lasso di tempo non bisognerà certo stare fermi ma impegnarsi per far sì che, oltre ad aumentare la raccolta differenziata,la politica in tema di rifiuti permetta delle soluzioni a lungo temine, come la realizzazione di termovalorizzatori di ultima generazione a basso impatto ambientale.
Su questo il Partito Democratico novarese è protagonista, soprattutto affinché i costi per le famiglie si mantengano sui
livelli odierni o che addirittura si possano abbassare, ad esempio
attraverso l’istituzione delle tariffe solo per i quantitativi di rifiuti effettivamente conferiti.
M. G.
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